Certificati e AMC:
Strumenti o Architetture di Investimento?

Nel contesto attuale dei mercati finanziari, caratterizzato da volatilità persistente, dispersione delle performance e crescente complessità dei driver macroeconomici, strumenti quali certificati e Actively Managed Certificates (AMC) hanno progressivamente evoluto il proprio ruolo, trasformandosi da soluzioni prevalentemente tattiche a componenti strutturali nella costruzione del portafoglio e divenendo veicoli attraverso cui implementare configurazioni specifiche di rischio-rendimento, integrabili all’interno di architetture patrimoniali evolute.

In tale contesto, appare rilevante analizzare il ruolo di tali strumenti non solo in termini di caratteristiche tecniche, ma in relazione al loro utilizzo concreto all’interno di portafogli complessi, con particolare riferimento al mercato svizzero.

AMC stock trading on a laptop with financial charts, chess pieces, and investment certificates.
AMC stock trading on a laptop with financial charts, chess pieces, and investment certificates.

Certificati e AMC si inseriscono nel più ampio universo dei prodotti strutturati, che include strumenti derivati cartolarizzati, leverage products e soluzioni ibride.

Nel mercato svizzero dei prodotti strutturati — tra i più sviluppati a livello globale — i dati della Swiss Structured Products Association, riportati nello Swiss Structured Products Industry Report Q4 2024 evidenziano un volume di scambi di:

  • Circa CHF 221 miliardi nel 2022

  • Circa CHF 180 miliardi nel 2023

  • Circa CHF 196 miliardi nel 2024

Nel solo quarto trimestre 2024, il volume di scambi ha raggiunto circa CHF 51 miliardi, in crescita rispetto ai CHF 41 miliardi del Q4 2023.

Tali dati riflettono il valore complessivo delle transazioni nel mercato dei prodotti strutturati e rappresentano un indicatore del grado di utilizzo di tali strumenti nel contesto svizzero.

I Certificati

All’interno di questo universo, i certificati di investimento rappresentano la componente predominante, sia in termini di volumi sia di diffusione. 
Nel contesto svizzero, la loro diffusione è particolarmente elevata, anche in virtù della tradizione locale di utilizzo di strumenti strutturati come componente ordinaria dell’asset allocation

Secondo il medesimo report, i prodotti equity-linked rappresentano circa il 53% del mercato dei prodotti strutturati, seguiti da esposizioni in ambito valutario (circa 25%) e, in misura più contenuta, da strutture legate al reddito fisso (circa 12%).

Con una quota rilevante di prodotti di yield enhancement, indicativa dell’utilizzo diffuso per la generazione di reddito e la gestione della volatilità.

All’interno di questo ecosistema, il ruolo delle banche svizzere è centrale. I principali istituti, in particolare grandi banche universali e banche private, operano come emittenti, strutturatori e market maker, contribuendo alla creazione di un’offerta estremamente ampia e flessibile.

Parallelamente, la presenza di un’infrastruttura di mercato efficiente rappresenta un elemento distintivo. La SIX Swiss Exchange svolge un ruolo centrale nella negoziazione dei prodotti strutturati, offrendo un ambiente regolamentato, trasparente e relativamente liquido, che si distingue per un livello elevato di standardizzazione dei processi, profondità del mercato secondario e una maggiore integrazione tra emittenti e piattaforme di trading.

Elemento distintivo dell’evoluzione dei certificati nel tempo riguarda il cambiamento qualitativo della domanda.
Secondo l'European Securities and Markets Authority (ESMA), l'utilizzo di prodotti strutturati legati a tassi ed inflazione, sul mercato europeo, è passato dal 6% nel 2022 al 21% nel 2023.
Questo dato evidenzia una transizione rilevante: l’utilizzo dei certificati si sta progressivamente spostando da una logica prevalentemente orientata al rendimento ad una logica di costruzione mirata alla implementazione di strategie piu articolate.

In particolare, tali strumenti vengono sempre più impiegati per esprimere view macroeconomiche in modo diretto e strutturato; gestire esposizioni specifiche a fattori di rischio quali tassi, inflazione e volatilità e costruire profili di payoff non lineari, difficilmente replicabili attraverso strumenti tradizionali.

Dal punto di vista tecnico, i certificati si configurano come strumenti derivati cartolarizzati che consentono di combinare, all’interno di un’unica struttura, esposizione a uno o più sottostanti, componenti opzionali implicite e rischio di credito dell’emittente.

Il profilo di rendimento che ne deriva non è lineare, ma definito da una struttura di payoff predeterminata, il cui comportamento è funzione dell’interazione tra diversi fattori di mercato, tra cui volatilità implicita, dinamica dei tassi e correlazioni tra sottostanti.

Ne consegue che l’analisi del certificato non può essere limitata al sottostante di riferimento, ma richiede una lettura della struttura complessiva e delle esposizioni implicite che essa incorpora.

Un elemento distintivo del mercato svizzero è la differenziazione nell’utilizzo tra le diverse tipologie di clientela.
La clientela privata tende a utilizzare certificati principalmente per finalità di generazione di reddito e ottimizzazione del profilo rischio-rendimento, spesso attraverso strutture relativamente standardizzate.
La clientela HNW e UHNW, invece, utilizza i certificati in modo più sofisticato, integrandoli all’interno di strategie multi-asset e utilizzandoli per modulare esposizioni specifiche o implementare view di mercato.
Gli investitori istituzionali, infine, tendono a utilizzare i certificati in modo più selettivo, spesso come strumenti di overlay o per accedere a esposizioni specifiche difficilmente replicabili attraverso strumenti tradizionali.

In questo contesto, il certificato assume una funzione diversa rispetto al passato, configurandosi non più come semplice strumento di rendimento, ma come mezzo di costruzione di profili di payoff articolati e di ingegnerizzazione del rischio.

Nel contesto svizzero, la presenza di mercati secondari relativamente liquidi e di pricing trasparente contribuisce a facilitare il monitoraggio di tali strumenti, pur non eliminandone la complessità intrinseca.

Gli AMC

Gli Actively Managed Certificates rappresentano un’evoluzione distinta rispetto ai certificati tradizionali, introducendo un approccio differente alla strutturazione dell’investimento. A differenza dei certificati, che definiscono ex-ante un profilo di payoff, gli AMC consentono di racchiudere una strategia di gestione attiva, discrezionale o quantitativa, all’interno di uno strumento negoziabile, trasferendo il focus dalla struttura del payoff alla dinamica della gestione sottostante.

Dal punto di vista strutturale, i certificati presentano un profilo rischio-rendimento predeterminato e sostanzialmente invariato nel tempo, mentre negli AMC tale profilo evolve in funzione delle decisioni di gestione o delle regole sistematiche adottate. Questa differenza implica anche una diversa natura dell’esposizione: nei certificati il rischio è “ingegnerizzato” nella struttura, mentre negli AMC il rischio è il risultato di un processo decisionale continuo.

Operativamente, un AMC si configura come un veicolo che replica un portafoglio sottostante attraverso un meccanismo di note emesse da un intermediario, con aggiornamento periodico del Net Asset Value (NAV) sulla base delle posizioni detenute. La composizione del portafoglio può essere modificata con frequenza variabile — giornaliera o anche intraday — consentendo una gestione dinamica difficilmente replicabile attraverso veicoli tradizionali. Prendendo ad esempio i tradizionali fondi di investimento, Gli AMC consentono di superare vincoli normativi stringenti in termini di diversificazione, leva e liquidità, permettendo l’implementazione di strategie più flessibili, concentrate o dinamiche. Questa maggiore libertà operativa si accompagna ovviamente ad una minore standardizzazione e a una maggiore dipendenza dalla qualità del processo di gestione.

Uno dei principali vantaggi degli AMC risiede nella rapidità di implementazione. La possibilità di strutturare e attivare uno strumento in tempi relativamente brevi consente di ridurre significativamente il “time-to-market” di una strategia. A ciò si aggiunge la possibilità di personalizzare parametri chiave della strategia — quali universo investibile, limiti di rischio o regole di allocazione — rendendo lo strumento adattabile a esigenze specifiche.

Nel contesto svizzero, gli AMC hanno trovato un terreno particolarmente favorevole, grazie alla presenza di un ecosistema altamente sviluppato, caratterizzato da gestori indipendenti, istituzioni finanziarie e piattaforme tecnologiche in grado di supportarne l’emissione e la distribuzione.

Queste caratteristiche rendono gli AMC particolarmente adatti all’utilizzo in contesti di family office, dove la necessità di integrare strategie specifiche all’interno di un’architettura patrimoniale complessa richiede strumenti flessibili, trasparenti e rapidamente implementabili. In tali contesti, gli AMC vengono spesso utilizzati per isolare determinate strategie — ad esempio allocazioni tematiche, approcci quantitativi o strategie opportunistiche — mantenendone al contempo il controllo e la visibilità all’interno del portafoglio complessivo.

Conclusioni

Nel contesto svizzero, certificati e AMC si inseriscono all’interno di un ecosistema finanziario maturo e altamente specializzato, nel quale strumenti complessi sono progressivamente diventati parte integrante delle logiche di costruzione patrimoniale.

La loro evoluzione riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui il rischio e il rendimento vengono concepiti e gestiti: da variabili da ottimizzare ex-post a elementi da progettare ex-ante attraverso strutture coerenti.

La comprensione di tali strumenti non può limitarsi alla conoscenza delle caratteristiche tecniche, ma richiede la capacità di interpretarli all’interno di un’architettura complessiva, valutandone l’impatto sul profilo di rischio del portafoglio, la coerenza con gli obiettivi e la sostenibilità nel tempo.

In questo senso, certificati e AMC rappresentano non solo strumenti operativi, ma indicatori di un’evoluzione più profonda della gestione patrimoniale, in cui la qualità della costruzione, la disciplina del processo e la capacità di lettura delle dinamiche di mercato assumono un ruolo centrale.

Sources:

  • Swiss Structured Products Association (SSPA), Swiss Structured Product Industry Report Q4 2024;

  • European Structured Investment Products Association (EUSIPA), Market Statistics 2024;

  • European Securities and Markets Authority (ESMA), Costs and Performance Report;

  • Autorité des marchés financiers (AMF), Structured Products Guidance 2024.

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